Archivio per Febbraio, 2009

gerry è sbronzo (e solo)

gerry (con la G)

gerry (con la G)

Luglio 2008. “C’era sangue dappertutto. E vomito. E piscio. Abbiamo tolto le tende e i tappeti, ma tutta quella roba non se ne veniva via: li abbiamo dovuti bruciare, capisci?”. Il direttore del Westbury Hotel di Londra si chiama Signor Huggan, e il Signor Huggan non è abituato a bruciare le tende delle stanze del suo albergo a cinque stelle. Il cronista del Sun prende appunti: “Ma dov’è finito, adesso?”. “E che ne so – dice il Signor Huggan – tra l’altro mi deve 3mila sterline, e non credo che le rivedrò presto”.
Agosto 2008. “E’ scappato. Scappato nel senso di scomparso. Ha lasciato qua tutto: i vestiti, i documenti, tutto. Ieri sera c’era, stamattina non c’era più. Non so chi faceva la guardia, no. E’ scappato. Sì”. L’ospedale St. Thomas di Londra si chiama come un’allegra canzoncina, ma l’infermiere di turno non è allegro neanche un po’: Gerry è scappato un’altra volta.
Febbraio 2009 (ieri): Leggi il seguito di questo post »

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[smanettoni #1] Piacere, Frusciante

john frusciante

no, non sono uscito dal gruppo. no, non mi chiamo jack

Before the beginning c’è una chitarrina registrata malissimo, ma malissimo apposta, male per bene. Il lo-fi è la forma più alta di fedeltà verso se stessi: onanistica, la registrazione a bassa fedeltà. Semplice, efficace. Solitaria: va da sè, e va per tre. Non serve la coerenza. Serve solo essere smanettoni. E appassionati. E non dovere niente, non dovere niente di niente a nessuno. Faccio la mia cosa nella casa, diceva un noto rapper bianco con gli occhiali, qualche anno fa. Poi la frase è diventata uno sfottò per la gente come me, da parte di gente come voi. Ma io la parola “sfottò” non la userei mai. Leggi il seguito di questo post »

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non si scherza con Jesus.

di cosa parla like a virgin?La palingenetica obliterazione dell’io trascendentale si infutura nell’archetipico prototipo dell’autocoscienza cosmica.
Scherzavo.
Jesus si alza dal divano, si aggiusta i pantaloni e dice: “Il sesso con Madonna è un’esperienza che dovreste provare tutti, almeno una volta nella vita. Peccato per voi che lei sia mia: se ci provate, vi spezzo le gambe”.
Tranquillo, Jesus.
“Allora intesi, eh?”.
Tranquillo Jesus, ti ho detto di stare tranquillo.
“No, perché io sto fuori casa un sacco di ore al giorno e non vorrei che…”.
Tranquillo, checcazzo. Leggi il seguito di questo post »

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c’era quella canzone dei glassjaw

[la gigantesca scritta STICAZZI] oggi daryl palumbo compie trent'anniC’era quella canzone dei Glassjaw, probabilmente non se la ricordano nemmeno i Glassjaw.
Probabilmente non ve li ricordate nemmeno, i Glassjaw.
Mascella di vetro, jaw. La mascella dello squalo.
Quella canzone dei Glassjaw diceva: I’m glad when you’re near, but I’m sad when you’re here.
Questo, quantomeno, è quello che ci sentiva dentro Gianluca. Non ha mai saputo troppo bene l’inglese, Gianluca.
Quella frase dei Glassjaw, in italiano, suona così: Sto bene quando sei vicina, ma sono triste quando sei qui.
Vicina: bene. Vicinissima: male. Incomprensibile.
E’ facile far giochi con l’inglese, son tutte parole corte, so easy to play games. E allora dimentichiamoci i Glassjaw. E dimentichiamoci pure Gianluca, come ci siamo dimenticati i Glassjaw.
Sto bene quando sei vicina, ma sono triste quando sei qui. Qui con me. E’ questa la compiuta definizione di quel nebuloso fenomeno che va sotto il nome di rapporto a distanza? Ecco, ho usato la locuzione “nebuloso fenomeno che va sotto il nome di”. Un po’ logora, in effetti. Come l’argomento Storie A Distanza. Ognuno la pensa a suo modo, sull’argomento storie a distanza. Gianluca – se esistesse, se ricordasse quella canzone dei Glassjaw – la penserebbe così: Leggi il seguito di questo post »

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uei, i moguei.

mogwaiStuart Braithwaite di secondo nome fa Leslie, come gli amplificatori rotanti. E’ un ciccione pelato con la maglietta di Star Wars e la faccia da fonico, però ha una moglie e due cani e una vita tutto sommato felice: non è facile essere felici, tutto sommato. Provateci voi. Stuart L. Braithwaite può permettersi di dire one two three four solo muovendo le labbra, e gli rispondono due chitarre un basso e una batteria con rombo di tuono. Rombo di tuono non nel senso di Gigi Riva, anche se il calcio in qualche modo c’entra. Il rombo di tuono è quello dei Mogwai, un gruppo scozzese che si chiama come il mostriciattolo di un film americano. Leggi il seguito di questo post »

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buddy sbadabùm

Va là, Buddy, smettila. Buddy stanotte si è schiantato nel grano con l’aereo, sul grano c’era la neve. C’è un video del ’58 con l’annunciatrice che sembra la regina Elisabetta, però è americana. Questi ragazzi sono gli specialisti del rock n’ roll, dice l’annunciatrice. Quello che pensate del rock n’ roll, gentile pubblico, non è importante. L’importante è avere la mente aperta a queste nuove forme di espressione dei ggiovani che blablabla. Cambio canale. No, aspetta. C’è Buddy. I love you Peggy Sue? Va là, Buddy, smettila.

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