Archivio per Marzo, 2009

[angolo T]

salve, sono Magritte.

salve, sono Magritte.

angolo T.
portiamo in giro questa cosa.
spargete voce.
invitateci.
vediamo se funziona.

intanto, domenica 19 aprile lo faremo nella nuova-di-pacca casa del disco di faenza.
il motivo?
questo.

ah, già che ci siamo: giovedì 2 aprile facciamo il solito spettacolino per presentare il solito libro, allo Zammù di Bologna.
un libro, come potete leggere nei commenti di facebook, simpatico.

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più mostri pelosi per tutti.

il trailer del nuovo film di spike jonze.
co-autore, dave eggers.
la vita reale, ultimamente, è un po’ così.
non così come il film.
“un po’ così” nel senso di: non mi va di parlarne.

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dai retta a me, che sono matto.

sono un ribelle, mamma

sono un ribelle, mamma

Chiediamo, insomma, al nostro pubblico, un’adesione intima, profonda. La discrezione non fa per noi. Ad ogni allestimento di spettacolo, è per noi in gioco una partita grave. Se non saremo decisi a portare fino alle ultime conseguenze i nostri principi, penseremo che non varrà la pena giocare la partita. Lo spettatore che viene da noi saprà di venire a sottoporsi a una vera e propria operazione, dove non solo è in gioco il suo spirito, ma i suoi sensi e la sua carne. Se non fossimo persuasi di colpirlo il più gravemente possibile, ci riterremmo impari al nostro compito più assoluto. Egli dev’essere ben convinto che siamo capaci di farlo gridare.

Questa necessità in cui ci troviamo di essere il più possibile vivi e veri, basta a dare un’idea del nostro disprezzo per tutti i mezzi teatrali propriamente detti, per tutto quello che si suole definire messa in scena, come illuminazione, scene, costumi, ecc. E’ tutto un pittoresco su ordinazione, a cui non diamo nessuna importanza. Quasi quasi saremmo tentati di tornare alle candele. Il teatro consiste per noi in qualcosa d’imponderabile, che non si adatta in alcun modo al progresso.

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[è come andare in bicicletta]

i hear the coltrane a-comin'

i hear the coltrane a-comin'

clicca sul man in black dressed in white, e leggi.

poi, dimmi se ti piace.

a quelli del concorso non è piaciuto.

non chiedermi che concorso.

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ventisettesimomarzo, puntata sei [compiere gli anni sul treno]

this coltrane is bound to glory

this coltrane is bound to glory

Per l’ora dell’aperitivo il cielo tiene da parte il colore migliore, un arancione fluorescente abbastanza finto. Il treno regionale pedala tranquillo, i giornali non svolazzano e i francesi sono sereni, lo dice pure Jeff Israely su Internazionale. Ogni tanto un bolide più veloce ci supera da destra: dentro c’è gente che dorme, come qui, ma più comodi. Un po’ di autostrada, i benzinai, il bambino alla mia sinistra riflesso nel vetro alla mia destra. Il bambino mangia un panino più grande di lui, dentro c’è il prosciutto e il formaggio e l’insalata e la maionese. Lo studia attentamente prima di ogni morso: quando la foglia è troppo grande la strappa, quando lo Scottex è troppo vicino lo accartoccia. Ha la frangia. Non arriva a terra con i piedi, storpia i nomi delle fermate e non sta fermo un secondo: “Mattia, finisci quel panino. Mattia, lascia stare il signore. Mattia, basta”. Leggi il seguito di questo post »

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a quest’ora ero ingegnere (cit.)

il pan del diavolo

il pan del diavolo

Ho trovato il mio disco preferito per il prossimo quarto d’ora, o più probabilmente per la prossima primavera. Si chiamano il Pan del Diavolo, non ho ancora capito se ci vada l’articolo o no. C’è questa canzone che parla di piante che crescono dalle ginocchia, con il fusto le f-f-foglie e tutto, e di lui che si schianta con la sua 350 a quattro marce, cade, cade su di te e muore. Io non so nemmeno che cosa sia, una 350 a quattro marce: posso solo immaginare che sia qualcosa di più piccolo di una 500 (grossomodo due terzi, in effetti). Leggi il seguito di questo post »

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(il solito discorso)

bolo, montagnola, marzo

bolo, montagnola, marzo

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cucù

no, non sono thom yorke

no, non sono thom yorke

è nato Finzioni.

è un mensile di lettura creativa.

cliccando sul faccione di Giorgio Luigi Borghese potete leggere il numero zero.

siamo molto emozionati.

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ventisettesimomarzo, puntata cinque [io rimango sulla zattera]

the Titanic sales at dawn

the Titanic sales at dawn

Bentornati a ventisettesimomarzo. La puntata quattro non era venuta bene, passiamo direttamente alla cinque. Oggi ospitiamo Mao, Simone Weil e Gesù Cristo. Leggi il seguito di questo post »

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ventisettesimomarzo, puntata tre [strategie d'invisibilità]

Questa non è la Grande Mela (nemmeno Terni)

Questa non è la Grande Mela (nemmeno Terni)

“Ebbene, come è noto, la stregoneria basta che cominci e non la fermi più” (Michail Bulgakov). Leggi il seguito di questo post »

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