Per l’ora dell’aperitivo il cielo tiene da parte il colore migliore, un arancione fluorescente abbastanza finto. Il treno regionale pedala tranquillo, i giornali non svolazzano e i francesi sono sereni, lo dice pure Jeff Israely su Internazionale. Ogni tanto un bolide più veloce ci supera da destra: dentro c’è gente che dorme, come qui, ma più comodi. Un po’ di autostrada, i benzinai, il bambino alla mia sinistra riflesso nel vetro alla mia destra. Il bambino mangia un panino più grande di lui, dentro c’è il prosciutto e il formaggio e l’insalata e la maionese. Lo studia attentamente prima di ogni morso: quando la foglia è troppo grande la strappa, quando lo Scottex è troppo vicino lo accartoccia. Ha la frangia. Non arriva a terra con i piedi, storpia i nomi delle fermate e non sta fermo un secondo: “Mattia, finisci quel panino. Mattia, lascia stare il signore. Mattia, basta”. Read the rest of this entry »

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