Archivio per Aprile, 2009

considerate il maiale

qualcuno ha detto maiale?

qualcuno ha detto maiale?

Questa è una storia di maiali, barzellette e punk inglese.
Salve, mi chiamo Frank Carter, ho gli occhi azzurri e i capelli rossi. Sotto ai capelli, quando me li taglio, si vede che c’è una vipera rossa arrotolata. Ho anche due aquile sul petto, un lupo sul collo e tanti tanti tanti altri tatuaggi su un’abbondante percentuale del mio corpicino secco, bianco e nodoso. Faccio il tatuatore nell’Hertfordshire, campagna inglese, la stessa contea in cui è ambientata L’importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde. Questo per dire che sono una persona colta. Uno mi vede con questa faccia e questi tatuaggi, poi scopre che canto in un gruppo punk e che dico spesso la parola cazzo, e allora tende a non ascoltarmi più. E invece devo raccontarvi una storia divertentissima. L’influenza suina non c’entra. I suini, sì. Leggi il seguito di questo post »

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vecchioprosciutto

salve, sono gino paoli.

ceci n'est pas gino paoli

Compirò trentanove anni il giorno prima di Natale, e il mio nome in italiano suonerebbe più o meno Guglielmo Vecchioprosciutto. Salve, sono Will Oldham, diamoci pure del tu. Domani sera sono a suonare a Torino, all’Espace. Mercoledì a Bologna, all’Estragon. Giovedì a Foligno, all’Auditorium San Domenico. Con me c’è una tipa, Susanna, è norvegese, canta e suona il piano, carina da morire, fa la cover di Hallelujah di Leonard Cohen e di Love will tear us apart dei Joy Division, ho cantato nel suo ultimo disco, carina da morire, giuro, dai, venite.

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il mare asciugato

ulisse, probabilmente

ulisse, probabilmente

La faccia di Lucas Achirico sembra un totem, e nelle mani del totem c’è un charango a dieci corde. Mio nonno torna dal regno delle ombre e gli dice: suona Romagna e Sangiovese, amigo. Lucas attacca, Ulisse si mette a ridere e ripensa a quella volta, molti anni prima, in cui suo padre Laerte lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio del lago Titicaca. C’era una foresta di totoras, in riva al lago.
Le totoras sono delle canne sottili e resistenti. Saranno alte quattro metri, spettinate. In scena ce ne sono centodieci, appese come tendine della doccia. Mio nonno muove la bocca ma non canta, Ulisse guarda il ghiaccio e il ghiaccio si disfa in acqua salata. In faccia a questo mare color del Sangiovese, il totem Lucas Achirico ripensa a quella volta, molti anni prima, in riva al lago Titicaca, quando stava piantato come una foresta di totoras e guardava fisso un punto a quattro metri da terra, dietro le nostre spalle. Mi giro: dietro di me c’è un pompiere che mastica una cicca, siamo a teatro, silenzio, mi scusi. Leggi il seguito di questo post »

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taseràtelo

salve, siamo i beatles.

we're the beatles.

Salve, sono Tom Swift. Non esisto, sono il protagonista di una serie di romanzi piuttosto famosi in America. Letteratura per ragazzi d’inizio Novecento: io sono un incrocio tra Indiana Jones e McGyver e giro il mondo con la mia divisa di kaki a sparare agli elefanti con un fucile ciclotronico che ho inventato io. Su Wikipedia trovate un sacco di roba. Trovate anche tutte le invenzioni o le scoperte che portano il mio nome: esiste un asteroide Tom Swift, per dire. C’è soprattutto una specie di pistola elettrica che si chiama taser, acronimo di Thomas A. Swift Electric Rifle, il fucile elettrico di Thomas A. Swift. E’ in dotazione alla polizia dello stato della California, ma non è che serva la dotazione: uno va e se la compra. Il taser è l’evoluzione del manganello con l’elettro-shock: una sparachiodi per ammazzare i maiali, ma senza chiodi. Dice Amnesty International che il taser, da quando esiste, ha ammazzato 245 persone. Però parlare di tortura in America, di ‘sti tempi, come dire, è un po’ facilotto. Leggi il seguito di questo post »

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Chargoggagoggmanchauggagoggchaubunagungamaugg

salve, sono Richard D. Cazeault

salve, sono Richard D. Cazeault

certe storie si scrivono da sole.

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bye bye, miss Sable

iggy, questo è johhny. johnny, questo è iggy. cheese!

iggy, questo è johhny. johnny, questo è iggy. cheese!

Ron Asheton (chitarrista degli Stooges, 1948-2009)
All’inizio, vivere nella casa di Torrenson Drive era fighissimo – tornavamo dalle prove degli Stooges ed era puro rock n’roll: ragazze nude in piscina, una Cadillac nel vialetto, un pacco di soldi, sacchetti della spesa pieni di marijuana. Una sera avevamo un concerto al Whiskey-A-Go-Go: è stato lì che abbiamo conosciuto Sable Starr. Tipa niente male. All’inizio era la donna di Iggy, poi è stata con me, poi ancora con Iggy, poi ancora con me, poi con mio fratello, poi ancora con me. Suonavamo due volte nella stessa sera, al Whiskey, e tra un concerto e l’altro arrivava Sable a chiedermi: “Posso farti un lavoretto?”. E’ sempre stata abbastanza esplicita nelle faccende di sesso, la ragazza. E così, tra un concerto e l’altro degli Stooges al Whiskey A-Go-Go, Sable Starr si metteva in ginocchio nel bagno degli uomini. “But she never lost her head / even when she was giving head”, direbbe quella vecchiaccia malefica di Lou Reed.

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