femmine e cantanti
8 Luglio 2009

pastis smiths
La moretta, secondo me le piaccio. “Quanti anni hai te, lì, con quella barbetta?”. Ventisette, le dico. “Sono pochi”. Si accende una sigaretta come nei film e guarda il bicchiere del vino, c’è giusto il fondo, lo lascia lì. Non sono molti dieci anni di differenza, le dico. E poi sei una bella moretta. “Anche tu sei un bel moretto”, no, non è vero, non me lo dice. Se è per quello, non le dico nemmeno io che è una bella moretta, altrimenti poi si monta la testa. Oltre tutto, la moretta è una cantante: ha vinto da poco un premio importante e in giuria c’era un sacco di gente importante.
Mi vengono in mente le seguenti barzellette sulle cantanti:
“Quante cantanti ci vogliono per verniciare una stanza? Una. Però bisogna sbatterla forte”.
“Che cosa fa una cantante la mattina appena si sveglia? Si riveste e torna a casa sua”.
Quasi tutti quanti / maschi femmine e cantanti / su un tappeto di contanti / nel cielo blu.
“A cosa pensi?”, mi chede la moretta.
Penso che l’altra sera ho visto delle donne cantare, ed erano quasi tutte molto brutte. C’era Strade Blu a Forlì, alla Fabbrica delle Candele in Piazzetta Corbizzi, ho incontrato almeno cinque persone tra Facebook e vita reale che mi hanno chiesto dove fosse ’sta piazzetta Corbizzi, ma è piazza o piazzetta? e poi la fabbrica di che? Cerchi “La fabbrica delle candele” su Google e viene fuori una vera fabbrica di candele, a Siena. Cerchi “La fabbrica delle candele Forlì” e il primo risultato è un post del blog di Alessandro Ronchi che ne annuncia l’inaugurazione (nove mesi fa). Uau, la comunicazione della mia città. Vabbeh, questo è un altro discorso: c’era Strade Blu, tre concerti gratis, serata femminile. Titolo: Just Like a Woman (come la canzone di Bob Dylan in cui Bob Dylan dice alla sua donna le peggio robacce, ma poi lei va in pezzi come una ragazzina e tutto si aggiusta).
Marianne Dissard è francese ma sta a Tucson, Arizona, la città di JoJo, quello di Get Back dei Beatles che scappa di casa per sentire l’odore dell’erba della California. A Tucson i più grossi sono i Calexico, e Marianne ci ha cantato una canzone insieme and it was such a pleasure, adesso ve la facciamo sentire, il chitarrista è il sosia di Bonnie Prince Billy e si fa un gran culo perché manca il basso, c’è solo un batterista con le spazzole e un italiano con la tastierina e lei, Marianne, più gnocca da lontano che da vicino, “poetessa, visual artist, regista di documentari, attrice di teatro, autrice di testi”, esticazzi, Antonio! Come on! Play a song with us! E sale sul palco Gramentieri, direttore artistico della baracca, prende la chitarra e li stende tutti.
Claire Hamill sembra mia mamma, poi scende dal palco e mi chiede dove ho preso la birra. There’s a Chinese Restaurant right outside, le dico. Grazi milli, dice Claire. Le offro un sorso della mia Peroni da 66 comprata dal cinese. Lo accetta volentieri. Claire sembra molto simpatica, ma è tanto una musicista quanto io sono uno scaldabagno. Non sei Joni Mitchell solo perché hai la vocina debole: ci sarebbero pure da scrivere delle canzoni con le palle, e putroppo i marinai innamorati e le donzelle sprovvedute del pop folk in la minore con pochi barrè, boh, mi sembrava che non arrivassero da nessuna parte.
“Una delusione, insomma?” Mi chiede la moretta.
No, no: c’era Odette. Con Bob Zoli. Belli, loro. Ci sarebbe tutta una parentesi da aprire, se vuoi lo spiegone cerca www.naturafeeling.org. E’ una che canta e suona le percussioni, e uno che suona la chitarra e ha dieci milioni di pedali. Lei va al microfono e dice: “Inizia il viaggio”. Davvero. Strepitosi, con Bob ci conosciamo e poi sembra che faccia le sviolinate, magari ne parlo con lui, voi andate a sentirli, lui a un certo punto ha citato Gandhi: “Al mondo ci sono abbastanza risorse per soddisfare i bisogni di tutti, ma non ce n’è abbastanza per soddisfare l’ingordigia di un uomo solo”. Odette canta, e suona le percussioni, e si dà al suono con ogni fibra del corpo (bum!). Bob ride, una cantante inglese che sembra mia madre mi ha finito la birra.
E poi stasera suona Patti Smith a Sogliano, non so se lo sapevate. Alle nove in piazza Matteotti, vuole dai 25 ai 35 euro, ma è pur sempre Patti Smith. Oltre tutto, in trio acustico. E fa pure una cover di Michael Jackson. Info 0541/785708 oppure 0541/817328. Ma a chi le ’sto dando ’ste info, poi, boh.
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