siamo registrando il disco dell’immaginario Collettivo.
un computer con la mela e cuBase, dei materassi, dei tappeti, un microfono a condensatore, quattro persone, due cani, una madre che si addormenta sul divano e un’altra madre che non vedo mai, tutti i giorni dalle cinque di pomeriggio alle due di notte, per quattro giorni, poi torno a casa a dormire e la mattina dopo ce ne vogliono due, di caffè.
sabato scorso c’eravamo noialtri venticinque tutti giù dal palco, e tutto intorno cinquanta albanesi che ballavano e ne volevano ancora.
sono a mezzo con l’organizzazione di:
- un festival itinerante di musica, arte e danza a forlì, l’ultimo week end di giugno
- una rassegna letteraria a cagliari, quest’estate, con annesso reading da preparare
- una roba per il museo d’arte moderna di bologna ad autunno
tutto gratis, eh.
e poi c’è una telefonata che devo fare da una settimana e non ho ancora fatto.
ieri alla Pickwick ho visto Gargantua e Pantagruel tutto intero usato a sei euro e venti, l’ho comprato, e in tutto ciò non vorrei fare altro che leggere Gargantua e Pantagruel tutto il giorno, tanto sono ottocentocinquantapagine e a leggerle vado piano perché sottolineo un sacco di roba.
poi esco di casa a mezzogiorno, senza fame alcuna, e metto le gambe sotto al tavolo della cucina di mia nonna, dove è domenica anche il martedì.
il suo credito sta per terminare, perchè è inferiore a tre euro iva inclusa.





La palingenetica obliterazione dell’io trascendentale si infutura nell’archetipico prototipo dell’autocoscienza cosmica.
C’era quella canzone dei Glassjaw, probabilmente non se la ricordano nemmeno i Glassjaw.
Stuart Braithwaite di secondo nome fa Leslie, come gli amplificatori rotanti. E’ un ciccione pelato con la maglietta di Star Wars e la faccia da fonico, però ha una moglie e due cani e una vita tutto sommato felice: non è facile essere felici, tutto sommato. Provateci voi. Stuart L. Braithwaite può permettersi di dire one two three four solo muovendo le labbra, e gli rispondono due chitarre un basso e una batteria con rombo di tuono. Rombo di tuono non nel senso di Gigi Riva, anche se il calcio in qualche modo c’entra. Il rombo di tuono è quello dei Mogwai, un gruppo scozzese che si chiama come il mostriciattolo di un film americano.