quasi quasi facciamo un reading al Basso.

ieri sera al Basso Investimento è volato qualche vaffanculo tra noialtri e un tizio che sembrava il demo di Carmelo Bene. solo parzialmente giustificato dal suo whisky, il tizio infilava parole tipo ermeneutica e fonetica strutturale per confutare il nostro approccio alla materia De Andrè, a suo dire troppo poco post-schoenbergiano.

è tutto vero, e il tizio si candida al podio dei pazzi che sistematicamente attiriamo nella nostra bolla quando tiriamo fuori gli strumenti in locande, piazze e marciapiedi. Una volta a Bologna abbiamo fatto ballare un barbone con la faccia da fumetto di Jacovitti, ma la cosa divertente non è la faccia: è il ferro da stiro. Il barbone cartoon si trascinava infatti un ferro da stiro tenendolo per la presa della luce come se fosse un cane, mentre il suo compare rifiutava le nostre birre di festeggiamento di laurea con un candido no guarda, oggi ho iniziato con il vino rosso. Era ora di pranzo.

un’altra volta, sempre al Basso Investimento (che è a Forlì in via Bufalini, e io lo amo) ci si è avvicinata una reduce di Goa che diceva energia ogni tre parole, e ci invitava ad alzare le ottave perché non si sentiva nulla della (mia) voce. Canto come posso, baby.

ciononostante, credo proprio che la prossima uscita pubblica di La luna è girata strana si farà al Basso Investimento: Andrea e la Simo mi hanno dato carta bianca, ho detto grazie e ho iniziato a ragionicchiare.

secondo me un buon giorno è sabato 26 aprile: andiamo là a suonare sulle dieciemezzaundici, e quando nessuno ne può più tiriamo fuori il libro e ne leggiamo un pezzo.

come sabato scorso, alla Prima Vera Festa di Primavera, in cui tutti hanno ballato e bevuto finché ne avevano voglia e poi sono arrivate le tre della mattina, il fuoco è diventato brace, la piena dell’alcol ha lasciato il posto alla voglia di apoggiare il culo al caldo, il silenzio si sentiva sempre più spesso, e allora ci siamo detti: Facciamolo.

indiani e tribali come raramente ci è capitato sentirci, abbiamo letto il mio libro.

e la gente ascoltava, e rideva, io ho massacrato un ciuffo d’erba e stavo per mettermi a piangere.

amesegnaleu, e se non sai cosa vuol dire comprati ‘sto benedetto libro: costa 12 euro, e ti spiega perché alcune chiese sono rotonde e altre invece sono scavate nella roccia.

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One Comment

  1. Posted 9 aprile 2008 at 22:24 | Permalink | Rispondi

    non c’ero simon, il compare mi ha dato buca
    e il padre mi ha trattenuto per gran parte del pomeriggio.
    poi ho comprato il biglietto per i sigur ros, a luglio al giardino di boboli,
    e allora la giornata ha ricominciato a girare.
    leggo che è andata benissimo, e sono contenta!
    ciauuu

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