un angolo di barlume

aggiornato non è esattamente il mio aggettivo preferito.

dall’ultima volta in cui ho scritto che avremmo fatto il reading al mega, abbiamo fatto il reading al mega, ma non credo che farò qualcos’altro al mega che non sia (ri)comprare l’opera da tre soldi di brecht della biblioteca comunale che ce l’avevo in casa da due anni senza averlo restituito e i tipi della biblioteca mi chiamano spesso per ricordarmelo e allora l’ho ricomprato, perchè nel frattempo l’avevo perso, ma non l’ho ancora riconsegnato, ma non c’entra.

niente di personale, il blog-diario mi fa un po’ troppo adolescenza.

di bello al mega c’è stato che c’era Verbano, e pure alessandro che aveva letto il libro ma non mi conosceva personalmente, e quando ha capito che quello era Verbano ha detto mapensatè, Verbano esiste davvero.

poi il giorno dopo l’abbiamo rifatto ad artisti immergenti, l’idratante e meraviglioso weekend della casa del cuculo, e abbiamo messo un’ottantina di persone a sedere su un prato. bello così, forse, non sarà mai più.

io nel frattempo ho scritto un racconto, angolo T, secondo me fa ridere, in certi punti. scaricatelo, leggetelo, ditemi se vi piace. non fregatemelo, c’è caso che me lo pubblichino su Il Barlume, stilosissima web-rivista di racconti e foto e dichiarazioni di poetica tipo Siamo asserviti ai nostri pruriti emotivi, è il nostro modo di dedicarci alla vita. Pollice in su per loro.

Ovunque appoggerò la testa, il tascabile spettacolino tratto da La luna è girata strana, ha bisogno di sei pile stilo tipo AA per funzionare.

andrà in scena giovedì 5 giugno all’interno del bellaria film festival, ancora non ho capito esattamente le dinamiche ma vi darò indicazioni appena smetterà di piovere.

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One Comment

  1. Fra Forlì
    Posted 7 agosto 2008 at 17:23 | Permalink | Rispondi

    Ciao Simone, sono uno dei tanti “tizi”del Basso, l’ultima volta che ci siamo beccati avevi preso con entusiasmo la mia intenzione di scriverti, a proposito di tue riflessioni musicali negli articoli che scrivi per la voce, ma non trovo la tua mail, anche se credo che stia in fondo spesso ai tuoi articoli.
    ad ogni modo, non mi faccio molte illusioni perchè questo tuo spazio mi sembra non occupi i tuoi pensieri, scherzando, visto che riporta la data di maggio!
    ad ogni modo, qualche giorno fa ho letto un tuo articolo in cui chiosavi con “costa comunque meno di tom waits”. so che ti piace tom waits. dunque, volevo solo scrivere due righe a proposito, visto che a milano c’ero!
    io concordo che la musica, l’arte dovrebbero essere il più accessibile possibile.bene. e da molti mi è stato detto che era immorale comprare il biglietto a quei prezzi, e pure concordavo, ma..”vedere tom waits” era nella mia lista “cosa da fare prima di morire” e ti assicuro che è stato il concerto della vita!
    come unire le due cose? bè , sarà banale, ma è pur vero che bisogna chiedersi: quanto potrebbe valere un concerto di Mozart? ovviamente non ha prezzo. e questo farebbe dire a maggior ragione, non si deve pagare?questo neanche lo credo, ad essere coscienti di vivere nel 2008 sul pianeta Terra.
    ciò detto, io a fine concerto ne avrei dati degli altri di euro, perchè se è difficile trovare le parole per descrivere un esperienza come quella di vedere tom waits dal vivo, qualcuna ce l’ho.
    se devo essere asciutto riassumo così: hai presente quando vedi un quadro di un pittore famoso, scegli tu il preferito, in foto ? guardi il dipinto e ne rimani colpito, poi però quando lo vedi a 1 metro le emozioni, il coinvolgimento , anzi, proprio l’intensità dei colori si sprigiona in manieri così viva che ti fanno girare la testa. ecco, questo. due ore ( e si parla di uno che è nato nel 49′!) SENZA MAI un solo secondo di calo di intensità. una capacità di cambiare registro, una voce , rectius, voci, che uscivano con un impeto, diverse, e prima ancora venivano anticipate dal gesto scenico, canzoni, dalle più vecchie a quelle recenti che mi conquistavano nella irriconoscibilità (molte ammetto candidamente che non le conoscevo, o non le riconoscevo per come ascoltate nei rispettivi album) degli arrangiamenti e comunque nella versione suonata live ..insomma tutto questo e di più.
    Lui che agita le mani da un palco sopraelevato rispetto alla band, che ricordava un matto di quelli che fanno i comizi domenicali ad hyde park.
    insomma, un tale , che lo ha visto nel ’99 ha detto”io ero 10 anni che lo aspettavo, è come se avessi messo da parte ogni anno 14 euro per vederlo quest’anno a milano. e’ tanto così poi?”. sono d’accordo!
    bene,
    perdona la foga, ma lo dovevo all’orco di Pomona!
    ciao e ci si becca al basso!
    Francesco

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