buddy sbadabùm

Va là, Buddy, smettila. Buddy stanotte si è schiantato nel grano con l’aereo, sul grano c’era la neve. C’è un video del ’58 con l’annunciatrice che sembra la regina Elisabetta, però è americana. Questi ragazzi sono gli specialisti del rock n’ roll, dice l’annunciatrice. Quello che pensate del rock n’ roll, gentile pubblico, non è importante. L’importante è avere la mente aperta a queste nuove forme di espressione dei ggiovani che blablabla. Cambio canale. No, aspetta. C’è Buddy. I love you Peggy Sue? Va là, Buddy, smettila.

Buddy Holly sembra Elvis Costello, ma prima. Buddy Holly sembra tutti i chitarristi epilettici e diagonali che vanno tanto di moda adesso. Ma prima. Mezzo secolo prima. Mezzo secolo fa, esattamente oggi, esattamente ieri notte, un campo di grano dell’Iowa si spalancò per l’impatto di un bimotore con dentro Buddy Holly, e altri due, e il pilota. Gli altri due erano Richie Valens e J.P. Richardson. Il primo è sconosciuto, ma poi ti dicono che è quello che ha scritto La Bamba e tu dici: Ma va? Lui. L’altro, J.P., purtroppo, nessuno sa mai chi sia. C’è poi tutta una mitologia: la notte carogna con il cielo bianco, e gonfio, ecco, mi sa che non salgo, vado in macchina, ce la giochiamo a testa o croce, dai. Testa? Ragazzi, cosa state facendo, andiamo che è tardi. Sbadabùm. Nel grano. Con la neve. Va là, Buddy, smettila.

Il giorno in cui Buddy Holly è morto è diventato The Day The Music Died, il giorno in cui la musica è morta, e si festeggia oggi. Di rigore l’abito scuro. C’è quella canzone che cantava Madonna (American Pie). C’è il film La Bamba, e un musical americano, e la canzone dei Weezer con il video ambientato da Arnold’s, quello di Happy Days. C’è la band di Buddy Holly, The Crickets, i grilli, che ha ispirato il nome di un altro gruppo un po’ più famoso: The Beatles. Come Buddy Holly. Ma dopo. E meglio, ma questo è un altro discorso. Va là, Buddy, smettila.

Li ho anticipati tutti, e poi sono morto prima: ventidue anni e cinque mesi. Giusto Sid Vicious mi ha fregato: lui, ventun anni. Però Sid se l’è cercata, io non fumavo neanche. Ho solo avuto una gran sfiga, io. Ho suonato il rock n’ roll di fronte a un pubblico di neri e li ho fatti ballare, tutti. Poi ho preso l’aereo sbagliato. Non ho fatto in tempo a diventare vecchio, peccato. Anche se vecchio, modestamente, lo sono stato fin da giovane. Questa faccia da nerd, gli occhiali, le giacchettine. Un giovane vecchio. Tipo il NonGiovane di MTV. Ma prima. E meglio, ma questo è un altro discorso.

A questo punto ci sta la citazione da un’Autorevole Rivista Musicale: “Se Elvis ci ha insegnato che cos’è il rock n’ roll, Buddy Holly ci ha fatto capire che potevamo suonarlo anche noi” (me la sono inventata). Non si può andare da Elvis e dirgli: Va là, Elvis, smettila. Con Buddy Holly si poteva, fu questa la sua rivoluzione. Bella questa, eh? In effetti, le canzoni di Buddy Holly non se le ricorda nessuno. Prova a dire una canzone di Buddy Holly. Peggy Sue. Troppo facile. That’ll be the day. Grande, la sai anche te? Beh, è famosa. Non abbastanza. E poi ci sta in queste circostanze, il ritornello dice: “quello sarà il giorno in cui morirò”. Sarà probabilmente La Citazione Del Giorno, per noi che ci piace il rochenroll.

Va là, voi che vi piace il rochenroll, smettetela. I vecchi, quando non sono le elegantissime annunciatrici della televisione americana, sanno essere, come dire, castranti. Anche scrivere rochenroll invece di rock n’ roll è una cosa che può dare fastidio ai vecchi. I vecchi non sanno, nel loro pensiero, distinguer nei giovani il genio dal cialtrone, e allora nel dubbio sono tutti cialtroni. Il punto è che i vecchi spesso hanno ragione. Però il diritto di provarci, quello almeno concedetecelo: c’è uno che cinquant’anni fa si è schiantato con l’aereo, se lo vedi in faccia sembra tutto meno che un cantante di rochenroll, e invece è Buddy Holly, e da lui in poi ci possiamo essere anche noi. Non è poco. Buddy è morto che sembra Ettore, la moglie incinta bruciata in un lampo di metallo, lì, a piangere sulla neve. Elvis, quello figo, da morto era un gran ciccione. E non si sa nemmeno se è morto sul serio.

Buddy, quando è morto, la botta l’abbiamo sentita tutti.

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