taseràtelo

salve, siamo i beatles.

we're the beatles.

Salve, sono Tom Swift. Non esisto, sono il protagonista di una serie di romanzi piuttosto famosi in America. Letteratura per ragazzi d’inizio Novecento: io sono un incrocio tra Indiana Jones e McGyver e giro il mondo con la mia divisa di kaki a sparare agli elefanti con un fucile ciclotronico che ho inventato io. Su Wikipedia trovate un sacco di roba. Trovate anche tutte le invenzioni o le scoperte che portano il mio nome: esiste un asteroide Tom Swift, per dire. C’è soprattutto una specie di pistola elettrica che si chiama taser, acronimo di Thomas A. Swift Electric Rifle, il fucile elettrico di Thomas A. Swift. E’ in dotazione alla polizia dello stato della California, ma non è che serva la dotazione: uno va e se la compra. Il taser è l’evoluzione del manganello con l’elettro-shock: una sparachiodi per ammazzare i maiali, ma senza chiodi. Dice Amnesty International che il taser, da quando esiste, ha ammazzato 245 persone. Però parlare di tortura in America, di ‘sti tempi, come dire, è un po’ facilotto.
Salve, siamo tre poliziotti ciccioni dello stato della California. Abbiamo inventato il verbo taserare. Ovvero: usare il taser addosso a qualcuno. Taserarlo. Dargli una taserata. Ridurlo a una gelatina vibrante. Di solito lo facciamo con gli ubriachi per strada, o con i matti allo stadio. La settimana scorsa l’abbiamo fatto al Coachella. Il Coachella, prima che ce lo chiediate, è un festival musicale molto famoso, quest’anno era la decima edizione: c’erano Paul McCartney e Leonard Cohen, tutto il resto era la robaccia che ascoltano i giovani d’oggi. Giovani d’oggi che tra l’altro, si sa, vanno ai festival nei deserti della California per limonare e bere la birra nel bicchiere di plastica e fumare quelle strane sigarette. Peggio che allo stadio. Almeno ai festival musicali c’è un po’ di figa: tutte ‘ste ragazzine in bikini, e i loro fidanzati orribili. Ce n’era uno vestito da Mago Merlino.
Salve, sono uno che si era vestito da Mago Merlino, e adesso sono nudo. Son qua al Coachella con i miei amici. Il Coachella quest’anno è carichissimo, ci sono i Chemical Brothers e i Tv on the Radio, mi sa che sono ubriaco. Infatti è venerdì pomeriggio e io sono già nudo in mezzo a un prato, con i miei vestiti da mago buttati in un angolo, e ballo ciccione di fronte a trenta sballoni che mi fotografano con il cellulare. Tutto questo è moolto Woodstock. Arrivano tre poliziotti. Si rivesta, su. Ma perché? Le ho detto di rivestirsi. La gente si raduna. Ma che cosa sto facendo di male, signor agente? Lei non può stare nudo, si copra, tenga questa coperta, su, il festival è appena iniziato e ti metti a fare il matto? Mi dia del lei, per cortesia. La gente si raduna. Uei ciccio, io ho la divisa, porta rispetto. Io sono un mago, ciccio, sei tu che devi portarmi rispetto: hai visto la mia bacchetta magica? Gli scodinzolo in faccia. Applausi. Arriva una tipa e mi stringe la mano, poi mi guarda tra le gambe e se ne va, ridendo. Io ricomincio a ballare. Allora gli sbirri mi accerchiano. Segue colluttazione. La gente grida, saranno duecento persone. Uno sbirro tira fuori il taser, e mi tasera. Io rimango a terra come un maiale addormentato. I tre porcellini mi portano via. Tutto intorno, nessuno grugnisce.
Salve, sono Flea, il bassista dei Red Hot Chili Peppers. Noialtri vent’anni fa ci siamo fatti una foto mentre attraversavamo le strisce pedonali di Abbey Road, come i Beatles nella copertina di Abbey Road. Solo che noi eravamo nudi, con dei calzini tubolari bianchi sopra ai genitali. Mai presa una taserata in vita mia. Salve, sono Tsuyoshi Kusanagi. Canto in una boyband famosissima dalle mie parti, gli SMAP. Non spam, e nemmeno maps. Smap. L’altro giorno ho avuto un momento di notorietà in Occidente: tre poliziotti magrissimi dello stato del Giappone mi hanno arrestato in un parco di Tokyo. Ero nudo, ero ubriaco e urlavo. C’è una pubblicità in cui io cerco di convicere la gente a comprarsi il digitale terrestre: hanno smesso di trasmetterla. Il mio avvocato lavora per me da vent’anni: l’hanno licenziato. Io, lo giuro sul monte Fuji, non ho idea di come sono arrivato in quel parco. Ai poliziotti ho detto, testualmente: “Sì, sono nudo in un parco. C’è qualche problema?”. Almeno, così dicono. Io non ricordo nulla. Ho chiesto scusa alla Nazione e tutto il resto, ma ho un buco nero di otto ore nel cervello. Oh, mi sono sbronzato. Capita. Ero nudo, senza calzino. Però non mi hanno mica taserato.
E tu? Chi taseresti, tu?

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