considerate il maiale

qualcuno ha detto maiale?

qualcuno ha detto maiale?

Questa è una storia di maiali, barzellette e punk inglese.
Salve, mi chiamo Frank Carter, ho gli occhi azzurri e i capelli rossi. Sotto ai capelli, quando me li taglio, si vede che c’è una vipera rossa arrotolata. Ho anche due aquile sul petto, un lupo sul collo e tanti tanti tanti altri tatuaggi su un’abbondante percentuale del mio corpicino secco, bianco e nodoso. Faccio il tatuatore nell’Hertfordshire, campagna inglese, la stessa contea in cui è ambientata L’importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde. Questo per dire che sono una persona colta. Uno mi vede con questa faccia e questi tatuaggi, poi scopre che canto in un gruppo punk e che dico spesso la parola cazzo, e allora tende a non ascoltarmi più. E invece devo raccontarvi una storia divertentissima. L’influenza suina non c’entra. I suini, sì.
Il mio gruppo si chiama Gallows, ovvero: la forca, il patibolo. Paura, eh? Due anni fa il nostro primo disco è arrivato nelle mani del chitarrista dei Bad Religion. Lui è caduto dalla sedia e ha detto: “Uau, questa è la roba migliore dai tempi di The shape of punk to come dei Refused!”. Chi sono i Refused, chiederete voi. Un gruppo punk molto fico, vi rispondo io, un gruppo che con quel disco lì (citazione di The shape of jazz to come di Ornette Coleman, questo sempre per far vedere che sono una persona colta), insomma, quel disco lì dei Refused è un’architrave del punk degli ultimi vent’anni, cazzo. Scusate. Dicevo. Fortuna vuole che il chitarrista dei Bad Religion è pure il boss della Epitaph, un’etichetta che blablabla, e insomma abbiamo firmato un contratto per la Warner Bros (il primo che si azzarda a chiamarci “venduti” lo prendo a bottigliate). C’è insomma parecchia attesa per il nostro secondo disco. Ah, il primo si chiamava Orchestra of Wolves, orchestra di lupi. Bel titolo, no? Il prossimo si chiamerà Grey Britain, Grigia Inghilterra. Allegria! Uscirà la prossima settimana. Sì, ma quando arrivano i maiali? Adesso.
Nel nostro nuovo disco c’è il suono di un maiale agonizzante. Carina come idea, vero? Siamo andati nella macelleria dello zio del nostro bassista con i microfoni e tutto: sembrava una scena di The Snatch. Gli animali erano in fila per essere uccisi e noi abbiamo registrato le loro grida: il loro ultimo respiro, capisci? Non ci sono campionamenti finti in questo disco: la prima traccia si apre con il rumore del Tamigi di notte, e siamo andati veramente a registrare il rumore del fiume. Non hai idea di quanta roba succeda in riva al Tamigi, di notte…
A questo punto, la silenziosa intervistatrice del periodico musicale inglese reprime un urlo di disgusto e fugge via in lacrime. La storia dei Gallows che registrano i suoni dei maiali morti fa parlare un po’ tutti: i vegani del PETA gridano cortesemente vendetta, facendo notare a Frank e ai suoi soci che perderanno un bel po’ di fan vegetariani; i vecchi critici rock ricordano gli illustri precedenti di Jamie Muir (il batterista dei King Crimson che dava le mazzate sugli orologi), dei Beatles (le solite catene nella vasca da bagno di Sgt. Pepper’s), di Scott Walker (nel 2006 ha fatto una canzone dedicata alla storia d’amore tra Benito Mussolini e Claretta Petacci in cui percuote una bistecca, giuro, la canzone si intitola Clara), dei Muse (leggenda metropolitana vuole che il batterista abbia usato due femori umani al posto delle bacchette per registrare Screenager), eccetera, eccetera, eccetera. Qualcuno ha detto: “Il suono di un maiale agonizzante prima della voce di Frank Carter? E dove sarebbe la differenza?”.
Beh, era tutto uno scherzo. La giornalista ha beccato come una poiana, ha scritto sull’NME la storia dei Gallows che vanno a registrare i maiali morti e apriti cielo. Oggi i Gallows hanno diramato un comunicato ufficiale: “Non faremmo mai e poi mai del male a un animale: l’audio del maiale morente l’abbiamo scaricato da internet, scusate”. Era una battuta. Ma la domanda fondamentale rimane: il rumore delle onde del Tamigi, almeno quello, l’hanno registrato davvero oppure no?
Se vi interessa vederli dal vivo, i Gallows saranno a Milano il 14 giugno, per Rock in Idro. E ora, tutti in coro: Spider pork, spider pork, il soffitto tu mi spork.

Annunci

Pubblica un Commento

Required fields are marked *

*
*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: