cognata savita

(chi disprezza compra)

(chi disprezza compra)

Il lavoro più bello del mondo è fare il rappresentante di reggiseni in un fumetto porno indiano.
C’è un fenomeno che, come dicono i giornalisti che vogliono sembrare giovani, “sta facendo impazzire la rete”. Sta facendo impazzire anche le autorità di Bombay, giacchè in India la pornografia è un reato. Il fenomeno è un fumetto, si chiama Savita Bhabhi. Come al solito, tradurlo è come scoprire che Beatles vuol dire Scarafaggi: Savita Bhabhi vuol dire Cognata Savita. Savita è il nome. Cognata è, come noto, la moglie di tuo fratello. “In India c’è molta intimità tra cognati” spiega il dottor Prakash Kothari, eminente sessuologo di Bombay. “La bhabhi – spiega il dottore – è una specie di zia/amica/cugina un po’ smaliziata, a cui poter fare domande intime senza sentirsi troppo imbarazzati. Naturalmente, c’è una bella differenza tra parlare di sesso e avere un rapporto sessuale”. Naturalmente, naturalmente. “Non si tratterebbe tecnicamente di incesto – conclude il sessuologo – però, ecco, non sarebbe molto carino nei confronti di tuo fratello”. Naturalmente, naturalmente.
Salve, sono Savita e non esisto. Il sito con le mie storie ha 60milioni di nuovi contatti al mese: l’intera popolazione italiana. Lo mandano avanti cinque-sei smanettoni che preferiscono rimanere anonimi, anche perché c’è questo escamotage narrativo vagamente manzoniano secondo cui io, effettivamente, esisto: sono una casalinga annoiata di Bombay, ma non posso espormi, e allora affido alla matita e ai colori degli smanettoni le mie mirabolanti avventure erotiche. Non ci crede nessuno, ma tutti vengono a vedere.
Nel primo episodio della serie c’è un rappresentante di reggiseni che suona alla mia porta. Io gli apro, lo faccio accomodare, mi provo il reggiseno e scopro che è troppo piccolo. Al che, chiedo al rappresentante di darmi una mano. Nella seconda puntata ci sono due bei giovanotti che giocano a cricket nel giardino sotto casa mia, la palla spacca un vetro ed entra nel mio salotto, loro vengono a riprendersela e io non li lascio andare prima di…
“Le trame degli episodi ci vengono suggerite dai lettori” spiega uno degli smanettoni, che si fa chiamare Deshmukh. “Savita non fa altro che realizzare le loro fantasie. Come una brava cognata”. Risatina. “Il 70 per cento delle visite che riceviamo sul sito proviene dall’India. Il resto arriva da Stati Uniti, Inghilterra e altri 80 stati”. E per tradurlo, come fanno? “Abbiamo un esercito di volontari – ghigna Deshmukh – riusciamo a pubblicare le nostre storie in 10 lingue indiane. E in inglese, naturalmente”. Nell’immaginario erotico indiano, la cognata è qualcosa di simile alla nostra infermiera, alla nostra segretaria, alla nostra velina: “Il primo turbamento sessuale dei giovani del mio paese – racconta Deshnukh – è di solito rivolto alla bella moglie dei vicini di casa, che viene chiamata per estensione bhabhi“.
Savita è un mix tra Pamela Anderson e Lara Croft, ma con il terzo occhio in mezzo alla fronte. In un paese conservatore come l’India – Bollywood ha sdoganato i baci in bocca l’altro ieri – il successo crescente di questa casalinga ninfomane ha risvolti interessanti. La religione, per esempio. “Molti trentenni indiani – fanno notare gli smanettoni – sono cresciuti leggendo l’Amar Chitra Katha, una specie di catechismo a fumetti: storie della religione Hindu illustrate per i bambini. Lo stile con cui disegniamo Savita richiama quello del catechismo a fumetti: chi riesce a cogliere le allusioni, si diverte ancora di più”. Che mattacchioni.
“In realtà – pistolotto moralistico conclusivo – facciamo tutto questo per la liberazione sessuale della donna. Abbiamo creato Savita, cioè Savita esiste sul serio… Insomma, Savita è lì per gridare al mondo che anche le donne indiane hanno turbamenti sessuali. Il nostro è un paese in cui la sessualità è repressa, e le nostre donne devono trovare il coraggio di manifestare i loro desideri senza paura di fare la figura delle poco-di-buono”. Gli uomini hanno paura delle donne troppo disinibite: “E’ bello avere come fidanzata una ragazza dai costumi, dicamo così, moderni – spiega il sociologo Sanjay Srivastava – ma è molto pericoloso averla come moglie…”.
Salve, sono tuo fratello, il marito della Cognata Savita. Sono sempre fuori per lavoro, e ho più corna di un bidone di lumache.

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One Comment

  1. Posted 10 maggio 2009 at 16:30 | Permalink | Rispondi

    Interessante. Particolare anche la motivazione moralistica che èun po’ la stessa di Hugh Efner, certo pare brutto dire: “Lo faccio per i soldi”.

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