old holden, oh oh

the catcher in the eyes

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Il seguito del Giovane Holden, certo. Come no. Lo chiameremo il Vecchio Holden, lui avrà 76 anni e dirà “e compagnia bella” e “maledizione” ogni quattro frasi, facile. Anzi, no, lo chiameremo Out of the Rye, fuori dalla segale, perché il titolo originale è L’Acchiappatore nella segale, per via di quella filastrocca che conosciamo tutti. Certo. Come no. E Salinger, l’autore, quello che se la gioca con Glenn Gould per il titolo di Genio Autorecluso Più Famoso della Storia della Cultura Occidentale, quello che ti tira addosso con lo schioppo se vai a intervistarlo, lui, il vecchio J.D., quello che non concede un’autorizzazione che sia una per qualsivoglia adattamento del suo libro-maledizione, il vecchio J.D., lui, non farà una piega. Certo, come no. E’ una cosa impensabile solo a pensarla.
Infatti, è successo. Il pazzo si chiama John David California, J.D., come Salinger. E’ uno scrittore mezzo svedese mezzo americano di 32 anni. Dice di essere un ex becchino e un ex campione di triathlon, mister California. Dice di essere un free lance travel writer, uno di quei beati che vengono pagati per girare il mondo con lo zaino in spalla e scrivere reportage per i settimanali che le americane leggono dal parrucchiere. Uno così. Solo a un ex becchino poteva venire in mente di scrivere il seguito del Giovane Holden. E’ come scrivere il seguito dei Beatles. Alessandro Baricco sarà lì che si chiede come ha fatto a non pensarci prima. Il libro esiste, l’ha stampato la piccola Windupbird Publishing, non stiamo scherzando.
Questo è l’incipit: “Apro gli occhi, ed ecco, sono sveglio. Mi sa che è maledettamente presto, la notte è ancora nel pieno. E’ così buio che riesco a malapena a vedere la mia maledetta mano davanti alla faccia”. Vi piace? Chissenefrega. Provate a chiedervi se piace a Salinger. “E’ come nel romanzo originale – ha raccontato Mister California al Guardian – il protagonista parte e se ne va. Ma questa volta non scappa da scuola: scappa da un ospizio a New York. Come nel romanzo originale, Mr C vaga per la città: si guarda intorno, si guarda dentro ed esamina il suo passato”. Mister C: Mister California ha chiamato il protagonista del suo romanzo Mister C. Aprite il fuoco. “Continua a essere Holden – dice Mister C, noncurante – continua ad avere il suo modo tutto particolare di vedere le cose. E’ stanco, si sente poco a suo agio in questo maledetto mondo. E’ più vecchio e più saggio, in un certo senso, ma continua a non avere tutte le risposte”. Provate a chiedervi cosa ne pensa Salinger.
Ah, tra l’altro, Salinger – l’autore – è uno dei personaggi del Vecchio Holden. Cioè: il nuovo autore del Vecchio Holden ha preso il vecchio autore del Giovane Holden e l’ha trasformato in un personaggio di fantasia. Se non è intertestualità questa. Avrebbe potuto essere un personaggio silenzioso, il personaggio Salinger. Come San Giuseppe. E invece il giovane Mister California si prende pure la briga di farlo parlare: “Holden – dice il finto Salinger – è un pezzo di carta su cui ho scritto una storia, poi ho sepolto quel pezzo di carta dentro una scatola, sottoterra. Ora, 60 anni dopo, tu scavi: trovi quella scatola, e continui da dove avevo concluso io”. Come no. Facile.
Ma perché, si chiede il giornalista, perché farsi venire un’idea del genere? “E’ che mi sono sempre chiesto che fine avesse fatto Holden – spiega candidamente Mister California – dopo tutto, si merita di avere una vita adulta”. Come no. “Ho cercato di essere rispettoso – (…) – mi sono approcciato al personaggio con estrema delicatezza. Adoro Holden, e voglio che la sua vicenda abbia tutto il respiro che merita”. Provate a chiedervi cosa ne pensa Salinger, quello che sviterebbe le orecchie a ogni importuno fanatico che gli chiede che fine abbia fatto il suo Holden, provate a chiedervi cosa ne pensa Salinger di uno sbarbatello mezzo svedese mezzo americano che quando io ho inventato L’Unico Vero Giovane Holden tu, Mister California, non eri nemmeno nel sacchetto scrotale di tuo padre. Provate a pensare.

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