volevo solo dire che

siamo registrando il disco dell’immaginario Collettivo.
un computer con la mela e cuBase, dei materassi, dei tappeti, un microfono a condensatore, quattro persone, due cani, una madre che si addormenta sul divano e un’altra madre che non vedo mai, tutti i giorni dalle cinque di pomeriggio alle due di notte, per quattro giorni, poi torno a casa a dormire e la mattina dopo ce ne vogliono due, di caffè.
sabato scorso c’eravamo noialtri venticinque tutti giù dal palco, e tutto intorno cinquanta albanesi che ballavano e ne volevano ancora.
sono a mezzo con l’organizzazione di:
– un festival itinerante di musica, arte e danza a forlì, l’ultimo week end di giugno
– una rassegna letteraria a cagliari, quest’estate, con annesso reading da preparare
– una roba per il museo d’arte moderna di bologna ad autunno

tutto gratis, eh.

e poi c’è una telefonata che devo fare da una settimana e non ho ancora fatto.

ieri alla Pickwick ho visto Gargantua e Pantagruel tutto intero usato a sei euro e venti, l’ho comprato, e in tutto ciò non vorrei fare altro che leggere Gargantua e Pantagruel tutto il giorno, tanto sono ottocentocinquantapagine e a leggerle vado piano perché sottolineo un sacco di roba.

poi esco di casa a mezzogiorno, senza fame alcuna, e metto le gambe sotto al tavolo della cucina di mia nonna, dove è domenica anche il martedì.

il suo credito sta per terminare, perchè è inferiore a tre euro iva inclusa.

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