stratosferico sonico

in fondo, a sinistra.

in fondo, a sinistra.

Elenco puntato dei luoghi comuni su Demetrio Stratos: la voce come strumento. Maesto della voce. La Grecia. I pastori della Mongolia. Le diplofonie, le triplofonie e le quadriplofonie. John Cage. Il CNR dell’Università di Padova. Il concertone a Milano del 14 giugno 1979, centomila persone: doveva essere una serata di raccolta fondi e invece si è trasformato in un tributo alla memoria (vedi a questo proposito l’ultimo romanzo di Mauro Pagani, perché Mauro Pagani è uno scrittore. Come Jovanotti, Cesare Cremonini e Carlo Pastore di MTV). Un tributo alla memoria. Trent’anni fa, oggi, nella perfida New York, Demetrio Stratos, 34 anni, moriva di anemia aplastica. Demetrio Stratos, dai, quello degli Area.


Demetrio Stratos bruttissimo con la giacchetta rossa che canta Pugni Chiusi di Ricky Gianco in un gruppo beat dal nome ridicolo: I Ribelli. Sono gli anni Sessanta, a Milano va di moda questa roba qua, c’è il Clan Celentano che è peggio della Loggia Moggi. Volesse diventare famoso oggi, Demetrio Stratos canterebbe dieci anni in un oscuro gruppo pieno di chitarre elettriche, dieci anni di vinili rossi serigrafati e numerati a mano, dieci anni di concerti con il furgone in giro per l’Europa, solo centri sociali o locali di amici, dormire sul divano e cercare di vendere più magliette possibili per recuperare almeno i soldi della benzina. Poi, un giorno, una data in un Museo d’Arte Moderna, la carriera solista, Yoko Ono. Volesse diventare famoso oggi, Demetrio Stratos aprirebbe un myspace con dentro la sua voce da scaricare, ascoltare e remixare. Avrebbe un blog, Demetrio Stratos, anzi no, una rubrica su un giornale, una paginetta su cui deporre ogni settimana una lenzuolata di osservazioni teorico/pratiche sulle tecniche vocali dei pastori mongoli, una noia mortale. Più che altro, un’invidia bruciante: c’è uno che sa fare uscire tre suoni contemporaneamente dalla stessa bocca, non sarà un’abilità indispensabile per la sopravvivenza nella giungla metropolitana, ma quando incroci un suono del genere su Radio Tre a mezzanotte, quando senti vibrare la gola di Demetrio Stratos come se fosse la cordiera di un rullante, ti viene da alzare il volume e provarci. Non ce la fai, nessuno ce la fa. Ce la fanno i pastori mongoli, ma i pastori mongoli non sanno cantare Pugni Chiusi nei Ribelli.
Demetrio Stratos come Frank Zappa, e Frank Zappa che canta Pugni Chiusi nei Ribelli non è un’ipotesi così inverosimile. “Come Frank Zappa” nel senso dell’imprescindibilità: un genio, succede a volte di incontrare un genio nella vita, il genio non lo capisci ma sai riconoscerlo, e Demetrio Stratos non lo capirà mai nessuno. Nemmeno Frank Zappa capirà mai Demetrio Stratos. Però Demetrio Stratos è lì, un’enorme rotonda pietra di paragone fatta rotolare sul sepolcro della vocalità nella musica italiana: se canti un po’ strano ci sarà sempre Demetrio Stratos che ha cantato più strano di te. Oggi ci danno fastidio i falsetti di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, per dire. Persino Giusy Ferreri ha capito che il tempo di Witney Houston è finito: se vuoi farti notare dalla gente (e lo sbeffeggio è il primo passo per la notorietà), cantare con la voce maleducata è un buon inizio.
Perché nell’esercizio monastico di uno che sta otto ore al giorno a bocca aperta a sentire cosa succede c’è il gesto perfetto che ci consegnerà all’immortalità (lallero, lallà): la pratica initerrotta del canto, come la preghiera costante dei monaci o i mantra spappola-cervello di Allen Ginsberg, tutte tecniche per insegnare al corpo ad abbandonarsi al Suono. Demetrio Stratos lo sapeva, se ci riflettiamo un po’ ci accorgiamo che lo sapevamo anche noi, solo che noi non abbiamo tempo perché dobbiamo andare in palestra o stendere i panni. Si tratta di saperlo: il talento naturale, certo, quello ci vuole, bisogna nascerci. Ma farsi un mazzo così per insegnare alla propria voce a sfondare il muro del suono, quello è il difficile, e Demetrio Stratos l’ha fatto. Finché un giorno, a New York, tutto il suono che hai raschiato via dalle ossa del tuo cranio tornerà come un uragano, e ti chiuderà la bocca con un pugno.

http://www.youtube.com/watch?v=Z6iuqsVvPBw

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