femmine e cantanti

pastis smiths

pastis smiths

La moretta, secondo me le piaccio. “Quanti anni hai te, lì, con quella barbetta?”. Ventisette, le dico. “Sono pochi”. Si accende una sigaretta come nei film e guarda il bicchiere del vino, c’è giusto il fondo, lo lascia lì. Non sono molti dieci anni di differenza, le dico. E poi sei una bella moretta. “Anche tu sei un bel moretto”, no, non è vero, non me lo dice. Se è per quello, non le dico nemmeno io che è una bella moretta, altrimenti poi si monta la testa. Oltre tutto, la moretta è una cantante: ha vinto da poco un premio importante e in giuria c’era un sacco di gente importante.

Mi vengono in mente le seguenti barzellette sulle cantanti:

“Quante cantanti ci vogliono per verniciare una stanza? Una. Però bisogna sbatterla forte”.
“Che cosa fa una cantante la mattina appena si sveglia? Si riveste e torna a casa sua”.

Quasi tutti quanti / maschi femmine e cantanti / su un tappeto di contanti / nel cielo blu.

“A cosa pensi?”, mi chede la moretta.

Penso che l’altra sera ho visto delle donne cantare, ed erano quasi tutte molto brutte. C’era Strade Blu a Forlì, alla Fabbrica delle Candele in Piazzetta Corbizzi, ho incontrato almeno cinque persone tra Facebook e vita reale che mi hanno chiesto dove fosse ‘sta piazzetta Corbizzi, ma è piazza o piazzetta? e poi la fabbrica di che? Cerchi “La fabbrica delle candele” su Google e viene fuori una vera fabbrica di candele, a Siena. Cerchi “La fabbrica delle candele Forlì” e il primo risultato è un post del blog di Alessandro Ronchi che ne annuncia l’inaugurazione (nove mesi fa). Uau, la comunicazione della mia città. Vabbeh, questo è un altro discorso: c’era Strade Blu, tre concerti gratis, serata femminile. Titolo: Just Like a Woman (come la canzone di Bob Dylan in cui Bob Dylan dice alla sua donna le peggio robacce, ma poi lei va in pezzi come una ragazzina e tutto si aggiusta).

Marianne Dissard è francese ma sta a Tucson, Arizona, la città di JoJo, quello di Get Back dei Beatles che scappa di casa per sentire l’odore dell’erba della California. A Tucson i più grossi sono i Calexico, e Marianne ci ha cantato una canzone insieme and it was such a pleasure, adesso ve la facciamo sentire, il chitarrista è il sosia di Bonnie Prince Billy e si fa un gran culo perché manca il basso, c’è solo un batterista con le spazzole e un italiano con la tastierina e lei, Marianne, più gnocca da lontano che da vicino, “poetessa, visual artist, regista di documentari, attrice di teatro, autrice di testi”, esticazzi, Antonio! Come on! Play a song with us! E sale sul palco Gramentieri, direttore artistico della baracca, prende la chitarra e li stende tutti.

Claire Hamill sembra mia mamma, poi scende dal palco e mi chiede dove ho preso la birra. There’s a Chinese Restaurant right outside, le dico. Grazi milli, dice Claire. Le offro un sorso della mia Peroni da 66 comprata dal cinese. Lo accetta volentieri. Claire sembra molto simpatica, ma è tanto una musicista quanto io sono uno scaldabagno. Non sei Joni Mitchell solo perché hai la vocina debole: ci sarebbero pure da scrivere delle canzoni con le palle, e putroppo i marinai innamorati e le donzelle sprovvedute del pop folk in la minore con pochi barrè, boh, mi sembrava che non arrivassero da nessuna parte.

“Una delusione, insomma?” Mi chiede la moretta.

No, no: c’era Odette. Con Bob Zoli. Belli, loro. Ci sarebbe tutta una parentesi da aprire, se vuoi lo spiegone cerca http://www.naturafeeling.org. E’ una che canta e suona le percussioni, e uno che suona la chitarra e ha dieci milioni di pedali. Lei va al microfono e dice: “Inizia il viaggio”. Davvero. Strepitosi, con Bob ci conosciamo e poi sembra che faccia le sviolinate, magari ne parlo con lui, voi andate a sentirli, lui a un certo punto ha citato Gandhi: “Al mondo ci sono abbastanza risorse per soddisfare i bisogni di tutti, ma non ce n’è abbastanza per soddisfare l’ingordigia di un uomo solo”. Odette canta, e suona le percussioni, e si dà al suono con ogni fibra del corpo (bum!). Bob ride, una cantante inglese che sembra mia madre mi ha finito la birra.

E poi stasera suona Patti Smith a Sogliano, non so se lo sapevate. Alle nove in piazza Matteotti, vuole dai 25 ai 35 euro, ma è pur sempre Patti Smith. Oltre tutto, in trio acustico. E fa pure una cover di Michael Jackson. Info 0541/785708 oppure 0541/817328. Ma a chi le ‘sto dando ‘ste info, poi, boh.

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