ceci n’est pas una recensione di santarcangelo

Venerdì sera a Santarcangelo veniva giù un’acqua che le strade in discesa sembravano degli scivoli dell’Aquafan, e le strade in salita sembravano dei fiumi contromano buoni solo per i salmoni. Dispiaciutissimi tutti, bigliettai e negozianti e pubblico e artisti: c’era una compagnia che doveva smantellare l’Arco di Piazza Ganganelli in prima nazionale, ma putroppo non se n’è fatto nulla. C’era una ragazza che faceva il suo spettacolo sotto a un portico, e a guardarla c’era un bambino. Un bambino solo, senza genitori. Chissà dov’erano i genitori. Chissà come faceva la ragazza a rimanere dentro al personaggio con davanti un bambino, un bambino solo: i bambini sono maleducati, chiamano forte la mamma durante gli spettacoli intellettualoidi e se ne vanno a spasso appena si annoiano un po’. E’ difficile tenere l’attenzione dei bambini. Bambino, la vuoi una caramella? Non ci riesco a fare lo spettacolo per un bambino, un bambino solo che mi guarda, non ce la faccio, mi si sbriciola la maschera.
Mamma, che cosa fa quella ragazza? Fa la verticale sulla testa sulla cordiera di un pianoforte, mentre un altro pianoforte suona il Volo del Calabrone da solo e una macchina da cucire gira da sola e fuori gli ombrelli si bevono il diluvio a testa in giù (Masque Teatro – La macchina di Kafka). Il giorno prima i miei genitori mi chiedono se a Santarcangelo ci sono anche degli spettacoli per gente normale o se c’è “solo quella roba strana che piace a te”, io guardo Eleonora Sedioli che fa la verticale sulla testa sulla cordiera di un pianoforte mentre un pianoforte suona il Volo del Calabrone da solo e mi viene da dire che mia madre ha fatto meglio a rimanere a mangiare i crescioni a Lido di Classe.
I crescioni a Santarcangelo si chiamano cassoni, chissà perché. C’è una rosticceria dove ci si toglie la fame con cinque euro: se cerchi gli artisti di Santarcangelo Immensa li trovi tutti lì. Se cerchi gli artisti veri li trovi la notte sotto al portico di Piazza Ganganelli, di fianco all’Arco che non è stato smantellato causa pioggia: lì, sotto al portico di Piazza Ganganelli, si mangia con dieci euro. Però i tuoi vicini di tavolo sono i musicisti di Arto Lindsay che si fanno le canne, vuoi mettere.
I musicisti di Arto Lindsay sono una cricca di rasta jazzisti fotomodelli, le spettatrici che fanno un sacco di laboratori all’Arboreto li guardano e si mordicchiano le labbra. Chissà cosa mi aspettavo da un concerto dedicato a Simone lo Stilita con i musicisti su cinque colonne alte cinque metri (Arto Lindsay – 36 years in 1 night). Mi aspettavo delle colonne, probabilmente. Qualcosa di sottile e altissimo. Invece le colonne erano delle normali (?) torrette fatte con i tubi di lamiera, belle larghe perché oltre al musicista ci deve stare pure la spia, intesa come la cassa che rimanda il suono degli altri musicisti, altrimenti non si sente un tubo. Cinque torrette di cinque metri con una spia per ogni torretta: avrei voluto vedere la faccia di quel fonico grossissimo con il cranio tatuato quando Chiara Guidi gli ha detto: “Ecco, vedi, ci sarebbero da montare cinque torrette alte cinque metri in piazza Ganganelli”. Il concerto, a parte la mia ironia supersimpa, è stato abbastanza memorabile: uno passava da una torretta all’altra e sentiva queste rasoiate sincopate disconnesse, poi si metteva al centro e… non lo so, non mi sono messo al centro. Ho girato sotto le torrette. Ho alzato gli occhi e ho visto questi cinque bagnini che domavano il mare di gente, Arto Lindsay al centro con la chitarra più brutta del pianeta e chissà che goduria che deve essere stata. I carabinieri appoggiati alla camionetta mangiano cassoni e se ne fregano abbastanza.
Poi è l’una di notte, il concerto di Arto e dei fotomodelli è finito e noialtri ci mettiamo a suonare in una piazzetta. Si raduna un po’ di gente. Arrivano i carabinieri dei cassoni: “Smettetela immediatamente”. Ok, scusate.

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One Comment

  1. Paolo
    Posted 13 luglio 2009 at 22:05 | Permalink | Rispondi

    porca zozza, è una delle migliori non-recensioni di festival intellettualoidi che abbia letto. quindi niente angolo t?

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