a scatola chiusa

salve, sono robert de niro.

salve, sono robert de niro.

Non so se avete notato.

Chicago, Illinois, fa schifo, è un freddo cane e la gente gira con le mani in tasca.
Da oggi sono in vendita i biglietti per un concerto che si terrà domenica notte a Chicago, un concerto che se mi chiedessero quale concerto vorrei vedere nel 2009 io direi: Them Crooked Vultures, a scatola chiusa. Anche perché i Them Crooked Vultures, ancora, non esistono: la scatola è chiusa, e si aprirà domenica. Nessuno di noi ci andrà, la scatola si aprirà lo stesso, io aspetterò il giorno dopo qualche buonanima con il cellulare da un milione di dollari e mi vedrò i video del più grande gruppo rock del decennio.
Quand’è che un gruppo inizia a esistere? I gruppi musicali sono come gli alberi della foresta: se nessuno li sente cadere, non esistono. Posso chiudermi in sala prove per quattro anni con due miei amici e registrare chilometri di bobina, ma finché non metto il naso fuori dalla saletta le nostre saranno solo chiacchiere e distorsore (ah ah). Conosco un fottìo di fonici che registrano dischi con le loro attrezzature da fonici, ed essendo fonici conoscono i migliori musicisti sulla piazza, e li chiamano a registrare un assolo di chitarra e non li pagano perché gli fanno lo sconto la volta dopo, e tutti i musicisti parlano un gran bene dei dischi dei fonici, anche se i dischi dei fonici non li ha mai sentiti nessuno.
I Them Crooked Vultures non li ha ancora sentiti nessuno, a parte la moglie del chitarrista che ha detto: “Pretty fucking amazing”, ovvero, più o meno, “Sono bravissimi, ca**o”. I Them Crooked Vultures sono un trio formato da Josh Homme (chitarra e voce), John Paul Jones (basso) e Dave Grohl (batteria). Spiegazioncina: Josh Homme è il capo dei Queens of the Stone Age (e ancora prima dei Kyuss, e poi di una galassia di progetti paralleli di quelli che fanno solo i fonici). Josh Homme ha sdoganato alle masse quei chitarroni grassi e quei bassi distorti che vanno sotto il nome di Stoner Rock: in generale, tutto quello che tocca si trasforma in benzina. E’ un grande, Josh: non si capisce come faccia a stare in piedi con tutte le pere che si fa, ma sono poi problemi suoi.
John Paul Jones, non so se avete presente, è quel John Paul Jones: il bassista dei Led Zeppelin. Strade Blu l’ha portato dalle nostre parti l’anno scorso (o erano due anni fa? Ah, ieri mi è arrivata una mail dove c’è scritto che Strade Blu porterà a Marina di Ravenna Steve Winn che fa le cover di Bob Dylan, unica-data-europea giovedì 13 agosto all’Hana-Bi, gratis. Se interessa, segna in agenda), John Paul Jones, che lassù qualcuno ce lo conservi. Tutti amano i Led Zeppelin: il batterista è morto e il cantante è diventato un fricchettone e il chitarrista fa i documentari con The Edge (U2) e Jack White (White Stripes), e insomma John Paul Jones è l’unico dei Led Zeppelin vivi che sta a testa bassa e suona, e noi lo rispettiamo tantissimo.
“Il giorno in cui John Paul Jones è entrato nel mio studio di registrazione è stato il giorno più bello della mia vita. Anzi, no: il secondo. Il primo è stato il mio matrimonio: scrivilo, se no mia moglie mi fa un culo così”. Io a Dave Grohl gli dedicherei una piazza davanti a un ipermercato. Dave Grohl, spero non serva specificarlo, era il batterista dei Nirvana, poi cantante/polistrumentista dei Foo Fighters, poi un sacco di altre cose. Con Josh Homme, Davidino ha già fatto un disco e un tour, e John Paul Jones l’ha ospitato in un disco dei Foo Fighters qualche anno fa. Si conoscono, insomma. E adesso suonano insieme. Prova solo a immaginare la botta.
Dave Grohl ha il simbolo di Bonzo tatutato su un braccio (Bonzo era il batterista dei Led Zeppelin, quello morto). Dave Grohl, quando suona la batteria, si diverte ancora come quando aveva 16 anni e mollava la scuola per andare in tour con gli Scream, un gruppo punk che poi gli ha fatto conoscere i Nirvana e la fama mondiale e sua moglie e poi ha fatto una vagonata di soldi. Vent’anni fa ha mollato la scuola per suonare la batteria in un gruppo punk e alla fine ha avuto ragione lui: io per Dave Grohl sollevo due pollici).
E insomma, da oggi su internet ci sono i biglietti per il concerto di debutto dei Them Crooked Vultures, domenica sera a Chicago. Non credo che li vedremo mai in Italia. Ecco, magari, se Strade Blu e l’Hana-Bi volessero farci un pensierino. Poi ci metto il link a ‘sto pezzo, adesso devo andare a lavorare.
Ah, ah.

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