kind of bob

salve, sono Woody Guthrie

salve, sono Woody Guthrie

Non c’è  molto altro da sapere: domani sera Steve Wynn suona solo pezzi di Bob Dylan all’Hana-Bi di Marina di Ravenna, gratis. Alle 21.30, in collaborazione con Strade Blu. Unica data europea. Unica. Data. Europea. Una roba talmente grossa da farci dimenticare per un giorno che questa è la Settimana di Kind of Blue (Kind of Strade Blu sarebbe stato un bel titolo). Steve Wynn è quello dei Dream Syndicate. Io non so nulla di codesto Steve Wynn: sono un ragazzetto di 11 anni (in realtà ne ho 14), sono nero e suono la chitarra in un salotto buono. Mi chiamo Woody Guthrie, salve. Credo di avere un serio problema di Bob Dylan. Ah, le cover di Bob Dylan.

Just like a woman, se non sei Bob Dylan, devi essere una donna per poterla cantare. Tipo Charlotte Gainsbourg (colonna sonora di I’m not there, insieme ai Calexico. Ah, i Calexico).

The times are a-changin’ (Tracy Chapman). Uno pensa che sia un pezzo abusato. Poi un bel giorno la canta Tracy Chapman, e a ogni fine di strofa la gente si spalanca di gratitudine. E’ commovente. A un certo punto sbaglia anche un accordo, le trema la voce, don’t criticize what you can’t understand, quattro dita di pelle d’oca.

Ballad of a thin man (almeno quattro). Le versioni dei Kula Shaker e di Stephen Malkmus sono magniloquenti. Sorprendono soprattutto i primi: sezione di fiati, delay sulla voce, coretti. Un arrangiamento che sembra Phil Spector, e lui strilla come un falco. La versione dei Grateful Dead è, come dire, lisergica (che te lo dico a fare. Molto bello tra l’altro il titolo del disco dei Deads che suonano Dylan: Postcards from the hanging, cartoline dall’impiccagione). Tenebrosa la versione di Willard Grant, con un crescendo strappabudella (Strade Blu e l’Hana Bi sanno bene di chi sto parlando. Io, no). Curiosità: la Ballata dell’Uomo Magro (beccati questa, Samuel Taylor Coleridge) esiste pure in versione electropop anni ’80: loro si chiamano The Sports, con un nome del genere dove pensate di andare? Quella volta lì del documentario di Scorsese con lui spappolato e la gente che gli grida di tornarsene a casa è l’esecuzione definitiva di questo pezzo.

Boots of spanish leather (Anthony Da Costa) Questo è un newyorkese di 18 anni (diciotto) che ha registrato 8 dischi (otto) con la chitarrina e il Mac. Ha gli occhiali, e una voce portentosa. E’ robetta frocissima, ma questo pezzo lo fa meglio lui di Bob Dylan. Poi non dite che non lo sapevate.

When the ship comes in (Marcus Carl Franklin). MC Franklin è il ragazzetto di 11 anni (in realtà ne ha 14) che nel film I’m not there fa la parte di Woody Guthrie, cioè di Bob Dylan: un barbone bambino nero con la chitarra sul treno e poi sul divano buono di un salotto buono a cantargliela in faccia a questi quaccheri, la barca attraccherà e vi farà un mazzo così. Esiste pure una versione caciarona da pub irlandese: loro si chiamano Clancy Brothers, e questa poteva venirgli meglio. Barboni 1, Beoni 0.

All allong the watchtower (Jimi Hendrix). L’unico difetto di Bob Dylan, probabilmente, è il suo minuscolo pene. Poi un giorno arriva Jimi (questa canzone è talmente abusata che non posso evitare di dire idiozie. Dunque, taccio. Cercatela cantata da Eddie Vedder, lasciate perdere U2 e Neil Young). Uguale per Like a Rolling Stone: i Rolling Stones l’hanno coverizzata benissimo, che te lo dico a fare.

Leopard-skin pill-box hat (Beck) Divertente, ignorantona, basso distorto e battiti di mani. C’è da dire che la voce di Bob Dylan, mannaggia alla voce di Bob Dylan, la voce di Bob Dylan è quella giusta se si tratta di cantare blues svelti e incarogniti (tipo la metà dei pezzi di Bringing it all back home), e insomma l’originale sarà sempre meglio. Anzi: meglio ancora la versione slabbrata dal vivo (Bootleg Series 4? Vado a memoria).

Ho detto “l’originale sarà sempre meglio”? Avrei potuto dirlo sempre, in effetti. Ma lo sappiamo tutti. Lo sa anche Steve, cosa credi. E’ che l’originale, purtroppo, si è schiantato con la moto 43 anni fa, e da allora c’è un sosia inconcepibile che suona la tastierina e storpia le canzoni. Almeno Steve Wynn suona la chitarra, e sa fare a cantare. Suona la chitarra Steve Wynn, vero? Ci vediamo stasera. Sapevàtelo: questo è il concerto dell’estate. Ed è gratis! Unica data europea! Ma che bazze hanno a Marina? Info: 3332097141 | bronsonproduzioni.com.

(che nerd)

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2 Comments

  1. Posted 12 agosto 2009 at 14:51 | Permalink | Rispondi

    ..poi ci sono i pervertiti come la sottoscritta, che dopo aver sentito la versione della colonna sonora di Battlestar Galactica di All along the watchtower non riescono più a scindere le due cose. Si, ho appena detto una specie di bestemmia. Si, il sismografo del nerdismo segna livelli di guardi. Me ne rendo conto da sola. Vado ad additarmi da sola allo specchio.

  2. silkeyfoot
    Posted 12 agosto 2009 at 14:59 | Permalink | Rispondi

    io ieri ho visto il video di una tartaruga che sbadigliava e volevo mandartelo, pensatè.
    iddio mi scampi da:
    – serie Tv di fantascienza
    – fumetti di fantascienza
    – film di fantascienza

    però se si trova su internèt me la ascolto pure, ‘sta torre di guardia.
    hai notato che watchtower ha il gruppo tcht?
    tcht.
    sembra uno starnuto a bocca chiusa.

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